FILTRAZIONE E TRATTAMENTO

Una piscina è un luogo di divertimento e svago, ma perché ciò avvenga nel migliore dei modi, devono conoscersi i principi di funzionamento fisici e chimici. Una piscina si differenzia da uno stagno perchè riesce a mantenersi perennemente pulita attraverso un'azione fisica detta "filtrazione" ed un'azione chimica nota come "disinfezione".

A tal proposito,  la prima distinzione netta che va fatta è quella, imposta anche dalla normativa Uni 10637/2006, fra una piscina ad uso pubblico ed una ad uso privato. 

Il componente più importante per rimuovere gli inquinanti è il sistema di filtrazione: il trattamento chimico può fare molto ma da solo non può fare miracoli.
Un corretto equilibrio chimico dell'acqua è assolutamente necessario per mantenere una piscina sicura e pulita per chi la utilizza. Tenere sotto controllo le concentrazioni di determinate sostanze chimiche può far risparmiare tempo e denaro al proprietario della piscina.

I principali valori da tenere sotto controllo sono l'acidità (pH) e la concentrazione di disinfettante (il più comune il Cloro).
Il prodotto più utilizzato per la disinfezione della piscina è il cloro che, a contatto con l'acqua, si combina creando l'acido ipoclorosoche è la vera molecola disinfettante attiva in vasca.
Il cloro, a differenza di altri prodotti (ad esempio l'ozono) non solo disinfetta l'acqua, ma la rende disinfettante. È presente in commercio sia in forma liquida (ipoclorito di sodio) che in forma solida (dicloro isocianurato, tricloro isocianurato, ipoclorito di calcio).

In base alla tipologia ed all'utilizzo della piscina sarà consigliabile un prodotto piuttosto che l'altro.

Bisogna, però, tenere presente che tutti gli isocianurati (cloro granulare e pastiglie) contengono al loro interno l'acido isocianurico che, seppur utile in basse quantità (max 20ppm) a proteggere il cloro dai raggi solari diretti (solo per piscine scoperte), in concentrazioni alte lo rende del tutto inefficace e comporta svariati problemi al sano equilibrio dell'acqua. Sempre questa tipologia di prodotti ha, al suo interno, leganti e filler che, se servono a mantenere in forma di pastiglie o di granuli, il cloro, non hanno nessuna utilità in acqua, caricandola di "scarti" chimici.

I correttori di acidità commercialmente denominati pH- e pH+ servono, invece, a mantenere il valore dell'acqua nel suo valore ottimale, compreso cioè fra i 7.2 e 7.6. I ph è un parametro fondamentale in quanto con valori troppo alti o bassi il disinfettante perde proporzionalmente efficacia.

Esiste, poi, una serie di metodi alternativi al cloro come l'elettrolisi di sale e l'ossigeno attivo ed altri complementari come l'ozono e i raggi UV (ultravioletti). 
Proprio al fine di mantenere tali valori sempre in equilibrio e sotto controllo, si possono utilizzare centraline per la rilevazione, dosaggio e correzione automatica dei parametri d'acqua con tutti i principali sistemi di disinfezione presenti sul mercato.

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